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CRISI DA COVID-19:  LA FONDAZIONE STEFANI PROGRAMMA LA RINASCITA

2 mesi ago · · 0 comments

CRISI DA COVID-19: LA FONDAZIONE STEFANI PROGRAMMA LA RINASCITA

Mercoledì 5 agosto presso la sede di via Fontana a Noventa Vicentina, la Fondazione “Stefani” onlus ha presentato il Progetto di Ristrutturazione e Ampliamento della Struttura Residenziale per persone con disabilità, come risposta di resilienza e di rinascita al pesante impatto che il Covid-19 ha prodotto sulle strutture dell’ente, che gestisce servizi diurni e residenziali per persone con disabilità.

Il Vicepresidente prof. Lino Campesato, in rappresentanza del Presidente, dott. Giuseppe Splendore, assente per motivi di salute, ha dato il benvenuto a tutti i convenuti, ringraziando in

particolare per la loro presenza il Sindaco di Noventa Vicentina, dott. Mattia Veronese, il Direttore Generale dell’Azienda ULSS 8 Berica, dott. Giovanni Pavesi, il Direttore dei servizi socio-sanitari-dott. Giampaolo Stopazzaolo, la responsabile UOC disabilità e non autosufficienza, dott.ssa Mariuccia Lorenzi, il responsabile dell’UOS disabilità dott. Mario Boreggio.

Il prof. Campesato ha evidenziato come il Covid-19 abbia avuto l’effetto di uno tsunami per le strutture che la Fondazione “Stefani” onlus gestisce Noventa Vicentina, a favore delle persone con disabilità.

Prima della pandemia, nel complesso della struttura residenziale di via Fontana convivevano i servizi di comunità alloggio insieme ad un centro semiresidenziale diurno per persone con disabilità e ad un centro riabilitativo e sportivo, aperto anche alla collettività, con piscine e palestre.

Le misure prioritarie di distanziamento e di prevenzione da rischi di contagio, a tutela degli ospiti residenziali, hanno comportato inevitabilmente

l’impossibilità di mantenere ancora aperti gli altri servizi nelle posizioni contigue alle comunità alloggio, mettendo dunque in grave crisi la Fondazione “Stefani” per la necessità di organizzare nuove sedi per le attività del centro diurno per persone con disabilità e per il centro riabilitativo e sportivo, con i relativi impianti di piscine e palestre. Dovendo inoltre preservare gli ospiti residenziali anche per il futuro, si è preso atto dell’impossibilità di tornare all’organizzazione logistica precedente il Covid-19.

In sintonia con il monito di Papa Francesco che ha evidenziato come “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”, il consiglio di amministrazione e la dirigenza della Fondazione “Stefani” si sono subito attivati per non restare sepolti sotto questo terremoto e per reagire con un piano urgente di resilienza mirato a far rinascere e migliorare le strutture di servizio che il Covid-19 ha messo in grave crisi.

Tutto ciò per continuare a garantire alle persone con disabilità la necessaria offerta di servizi diurni, comprese le attività di tipo riabilitativo e motorio in piscina e palestra, nonché per salvaguardare i posti di lavoro degli addetti a questi comparti ed il patrimonio di fiducia dei tanti utenti che negli anni hanno frequentato il centro riabilitativo e sportivo della Fondazione, con riscontri di soddisfazione e di affetto sia da parte di persone e famiglie con disabilità sia da parte della collettività, a cui tali servizi sono stati resi fruibili con obiettivi di inclusione.

È stato tempestivamente incaricato uno staff di tecnici, composto dall’ing. Luigi Griggio, dall’arch. Maurizio Marchetto e dal geom. Guglielmino Gambalonga, che insieme al coordinatore della Fondazione, Andrea Bonato, si sono prontamente attivati per studiare con la massima urgenza un progetto di ristrutturazione e ampliamento della struttura residenziale per riorganizzare la nuova logistica del centro diurno e del centro riabilitativo e sportivo, impostando tutti i comparti in modo comunicante, ma altresì distinto, così da garantire massima tutela ai nuclei residenziali.

Tale progetto è stato presentato lo scorso 4 luglio al Consiglio di Amministrazione, che lo ha approvato all’unanimità.

Il Progetto di Ristrutturazione e Ampliamento della Struttura Residenziale per persone con disabilità, come risposta di resilienza e di rinascita al pesante impatto che il Covid-19 ha prodotto sulle strutture dell’ente, prevede di:

  • implementare la struttura residenziale con un nuovo ascensore ed un nuovo vano scale, che si aggiungeranno all’ascensore e al vano scale già esistenti, raddoppiando dunque i collegamenti verticali tra i piani. Ciò consentirà di essere pronti ad affrontare  eventuali situazioni che rendessero necessario organizzare percorsi di accesso differenziati e nuclei di isolamento per gestire casi di contagio tra gli ospiti qualora la pandemia dovesse riprendere vigore ed, in ogni caso, come misura di prevenzione per il futuro. La realizzazione di questo intervento prevede anche la necessità di spostare i locali di lavanderia e stireria, che verranno ricollocati al primo piano della struttura residenziale.
  • realizzare con massima tempestività il nuovo centro diurno per gli ospiti con disabilità, che troverà sede al piano terra nell’area dove, prima dell’emergenza Covid-19, si trovava la piscina ginnico motoria.
  • realizzare la nuova sede del centro di fisioterapia con nuova vasca per idrochinesiterapia, sempre al piano terra.
  • riorganizzare gli impianti di piscina e di palestra nell’attuale palazzetto polivalente, realizzando al piano terra due ulteriori piscine con finalità di riabilitazione, acquaticità, motricità, servite da nuovi spogliatoi, e strutturando un primo piano polifunzionale. Questo nuovo comparto riabilitativo e sportivo prevede un ingresso specifico, con reception, ascensore e scale di collegamento tra piano terra e primo piano.
  • riorganizzare e migliorare la disponibilità degli spazi riservati agli ospiti residenziali, prevendo di:
    • estendere la ricettività degli attuali n.3 nuclei abitativi di comunità alloggio, portando ciascuno da da 8 a 10 posti letto e ampliando la capienza da 24 a 30 posti letto, con possibilità di offerta anche di stanze singole;
    • ampliare gli spazi per attività diurne.

    

Quanto ai tempi di realizzazione, l’obiettivo è di:

  1. completare entro fine anno le opere relative al nuovo collegamento verticale (ascensore e scale), compresa la riorganizzazione dei locali di lavanderia e stireria che devono essere spostati in conseguenza di tale intervento;
  2. completare entro fine anno le nuove sedi del centro diurno per disabili e del centro di fisioterapia, compresa la nuova vasca riabilitativa;
  3. riorganizzare entro fine anno gli spazi disponibili per gli ospiti residenziali (nuove stanze da letto e nuovi spazi per attività diurne);
  4. realizzare le opere del nuovo comparto riabilitativo e sportivo nell’arco di 18 mesi.

“Il consiglio di amministrazione – ha dichiarato il Vice-Presidente prof.Campesato – è fortemente convinto dell’urgenza di procedere alla realizzazione di questo progetto, pur consapevole che ciò impegnerà in modo significativo i bilanci dei prossimi anni. Si apre pertanto la sfida del reperimento di risorse necessarie a sostenere le spese di questo programma di resilienza e di rinascita il cui investimento è stimato in non meno di due milioni di euro. A tal fine sono in previsione incontri e trattative con locali istituti di credito per verificare la disponibilità di concessione di mutui agevolati. Si confida inoltre che, dal buon cuore del tessuto economico e delle singole persone del territorio, possa attivarsi la sensibilità di intervenire provvidenzialmente con generosi contributi liberali a sostegno di questo grande impegno economico che la Fondazione “Stefani” onlus si avvia a intraprendere per garantire a Noventa Vicentina e al comprensorio dell’area berica strutture moderne e polivalenti, a favore della qualità della vita e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità. Grazie dunque a tutti coloro che vorranno farsi benefattori e sponsor per la realizzazione di questo progetto di rinascita.”

“Un plauso alla Fondazione Stefani – ha detto il Sindaco di Noventa, dott. Mattia Veronese – per come ha gestito la situazione durante i momenti più critici dell’emergenza sanitaria, ma soprattutto ora per questo importante impegno che guarda al futuro con progettualità concreta e con grande entusiasmo. Questa struttura, inserita in un contesto socio-sanitario vicino all’area ospedaliera noventana, ma a servizio di tutto il territorio dell’area berica, è cresciuta sempre mettendo al centro l’utente e valorizzando il proprio personale. Ancora oggi, seguendo la lungimiranza dei benefattori, la Fondazione investe e lavora per dare una risposta concreta al territorio con una attenzione particolare a chi è più fragile”.

Il Direttore generale dell’Azienda ULSS 8 Berica, dott. Giovanni Pavesi si è complimentato con la Fondazione “Stefani” : “Un progetto coraggioso che è singolare a livello regionale per la volontà e la capacità di investire in modo tempestivo la significativa cifra di due milioni di euro al fine di organizzare le strutture di servizio a scomparti, in modo da proteggere da rischi di contagio gli ospiti residenziali e continuare a svolgere con adeguate misure di prevenzione la complessità dei servizi diurni, medico-riabilitativi e sportivi, aperti anche alla collettività”.

Per contributi a sostegno della Fondazione “Stefani” onlus:

Versamenti a mezzo bonifico bancario su Iban:

IT05V0200860125000060014982

intestato a: Fondazione “Candida Stefani e Fratelli” onlus
presso: Unicredit Private Banking – Agenzia di Arzignano
causale: “Contributo per Fondazione “Stefani” onlus”

Grande successo per il Concerto Memorial di Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto

4 mesi ago · · 0 comments

Grande successo per il Concerto Memorial di Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto

Lo scorso venerdì 22 maggio la Fondazione Stefani Onlus, in collaborazione con Radio Noventa, ha ricordato con un concerto streaming Florio Pozza e Arianna e Luciano Rossetto, tragicamente scomparsi due anni fa in un incidente lungo l’autostrada Valdastico.
La serata ha visto alternarsi momenti di musica, letture live e video-messaggi, per mantenere viva la loro memoria e il loro amore per la vita.

Sono stati molti gli amici che hanno voluto condividere il loro contributo personale in ricordo di Florio, Arianna e Luciano. Dopo un’ Improvvisazione di Sghi e Alan Bedin e il saluto iniziale da parte del Sindaco, è iniziata la serata trasmessa in diretta sul canale Stefani Youtube, seguita con più di 1500 visualizzazioni.
Florio Pozza, artista e musicista italo-australiano, a partire dal 2015 porta la sua arte inclusiva anche alla Fondazione Stefani con il progetto musicale Rockability, da cui nasce la band Mauro Lonido & Friends, i primi ad esibirsi in diretta live. Tra gli amici che hanno ricordato Florio con il loro omaggio ci sono anche Graziano Fontana, Carlo Sitzia, il Prof. Gianni Romagna e il musicista blues Marco Pandolfi.
Le compagne e i compagni di Arianna della classe 5 AS dell’Istituto Masotto hanno ricordato la giovane promessa del Tennis Club di Noventa Vicentina con un video ricordo.
Durante la serata si sono esibiti live il Maestro Alberto Polato con il suo progetto di Percussioni Inclusive, accompagnato dalla sorella e alcuni Ospiti della Fondazione Stefani, mentre Gianni Frigato, Cesare Martinello e Sophia Checchi hanno partecipato con alcune cover eseguite dal vivo.
La serata è stata anche un’occasione per ricordare e commemorare le vittime del Covid-19 con l’omaggio video realizzato dalla Fondazione Stefani sulle note della canzone di Roby Facchinetti Rinascerò, Rinascerai.

Tanti i bambini che hanno partecipato inviando messaggi, foto e video per segnalare la loro presenza, anche se virtuale, durante le esibizioni di Alberto Polato con il progetto di Percussioni Inclusive.

 

Ringraziamo Giulia Amadio di Radio Noventa per l’articolo.

 

Memorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione StefaniMemorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione StefaniMemorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione Stefani Memorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione StefaniMemorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione Stefani Memorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione StefaniMemorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione Stefani Memorial Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto - Fondazione Stefani

Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Stefani Onlus

4 mesi ago · · 0 comments

Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Stefani Onlus

Il 5×1000 non costa nulla!

Puoi destinare alla Fondazione “Candida Stefani e Fratelli” Onlus il tuo 5×1000 senza nessun costo aggiuntivo.

È facile: basta inserire nella tua dichiarazione dei redditi nella sezione “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazione non lucrative di unità sociale”, il Codice Fiscale 95008020240 e firmare.

Grazie per la tua sensibilità e per il tuo aiuto.

5 per mille

5 per mille

Venerdì 22 Maggio: Concerto Memorial per Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto

4 mesi ago · · 0 comments

Venerdì 22 Maggio: Concerto Memorial per Florio Pozza, Arianna e Luciano Rossetto

Distanti per emergenza Covid19 ma uniti nel ricordo, la Fondazione Stefani Onlus insieme a Radio Noventa, organizza in live streaming un concerto con il contributo live o in video di musicisti e artisti per ricordare Florio, Arianna e Luciano a due anni di distanza da quando un tragico incidente in Valdastico li ha portati via all’affetto delle loro famiglie e dei loro amici.

Sarà un evento di musica e poesia per mantenere viva la loro memoria facendone motivo di rinascita e di amore per la vita.

La diretta verrà trasmesse sul canale Stefani Youtube  venerdì 22 maggio a partire dalle ore 20.00.

Info sulle pagine FB e Instagram della Fondazione Stefani e sul sito www.fondazionestefani.it.

 

Locandina Memorial Florio Pozza, Arianna e LucianoRossetto

 

La Fondazione Stefani ringrazia il gruppo Noventa Attiva

5 mesi ago · · 0 comments

La Fondazione Stefani ringrazia il gruppo Noventa Attiva

La Fondazione Stefani ringrazia Alberto Bisson e Giulia Amadio di essersi prodigati personalmente e come Gruppo Noventa Attiva per donare e per aiutare a reperire a prezzo agevolato un importante numero di mascherine necessarie agli Operatori dei servizi residenziali per Persone disabili. Un grazie di cuore agli Amici che direttamente dalla Cina hanno aiutato Alberto e Giulia a trovare queste mascherine inviandole in Italia con velocità. Grazie ancora a Alberto, Giulia e al Gruppo Noventa Attiva per l’attenzione e la solidarietà riservate alla Fondazione Stefani onlus.

 

Apertura canale youtube: StefaniYoutube

6 mesi ago · · 0 comments

Apertura canale youtube: StefaniYoutube

Stefani Sport e Fondazione Stefani Onlus annunciano l’apertura del nuovo canale YouTube.

Data la situazione in cui siamo chiamati a restare a casa, abbiamo voluto dar vita a questo nuovo progetto per poter tenervi compagnia.

Seguiteci da subito per non perdere nessuno dei nostri video!

Vi rimandiamo al nostro primo video insieme alla nostra istruttrice Natacha!

Incontro, l’opera di Florio Pozza

7 mesi ago · · 0 comments

Incontro, l’opera di Florio Pozza

INCONTRO

È l’opera di Florio Pozza che Manuela Sigolo, moglie dell’Artista, e Maurizio Brodesco, amico dell’Artista, hanno donato alla Fondazione Stefani e che è stata allestita all’ingresso della sede di via Fontana 42 a Noventa Vicentina.

Di dimensioni 2 mt x 2 mt, realizzata nel 2011 con la tecnica di alluminio sbalzato, cesellato e traforato a fuoco mediante fusione, “INCONTRO” esprime tutta la sensibilità e la profondità emotiva e creativa di Florio, suscitando emozioni di lacerazione che diventa unione, di fratturazione che si ricompone, di smarrimento per ritrovarsi, di umanità crocifissa che risorge, il mistero del dolore e della morte nel mistero della vita e dell’eternità.

Florio è forever. L’Essere Umano è forever.

Alla scoperta dei nostri artisti: Raffaella Da Prada

7 mesi ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Raffaella Da Prada

Raffaella inizialmente tende ad essere incerta e rigida sia nel gesto che nella scelta dei soggetti.

Si dedica ad una pittura schematizzata e figurativa di carattere infantile, con un graduale e impegnativo processo di decostruzione della figura. I primi soggetti, infatti, sono dei paesaggi, la mamma, il suo lago.

Questo tipo di pittura figurativa richiede più riflessione e tecnica, mentre il nostro obiettivo era quello di liberare Raffaella nel gesto pittorico tipico dell’ espressionismo astratto. Per fare questo passaggio le è stato proposto di sovrapporre la pittura ad alcuni dei suoi primi lavori figurativi con delle pennellate di colore che sfumassero la figura fino a fonderla in macchie di colore, che sembrano casuali ma in realtà hanno una loro storia ed un senso nel quadro, creando movimento e vibrazioni cromatiche tipiche del Tachisme.

Raffaella si libera utilizzando sempre più materia e dipingendo con maggiore velocità e spontaneità, apprezza anche le sfumature ottenute dalle sovrapposizioni, a volte casuali, del colore. Più si fa libera e spontanea la pennellata, più si nota in Raffaella la gratificazione e il benessere ottenuto dal produrre arte, il gesto pittorico diventa momento di sfogo e di liberazione dalle emozioni interiori. Quando dipinge sembra danzare e si lascia trasportare dal ritmo della musica che viene utilizzata come sottofondo.

Per questo processo di evoluzione ci sono voluti una decina di incontri. Ora Raffaella sperimenta con più scioltezza e coinvolgimento emotivo la pittura di tipo gestuale ed astratta. Al termine dell’attività esprime verbalmente il suo stupore e verbalizza riflessioni interessanti sul suo lavoro e la descrizione della scelta dei colori e delle loro disposizioni. Anche per Raffaella alcune volte è necessario lavorare più giorni sulla stessa tela.

“Le gocce di colore che colano sono come lacrime di felicità”

Raffaella Da Prada

Hans Hoffman

Trascorse i primi anni della sua vita a Monaco di Baviera, dove studiò ed operò fino al 1903. L’anno successivo si trasferì a Parigi e vi rimase fino al 1914, dieci anni in cui incontrò Picasso, Braque, Matisse e Delanuay e si strinse al gruppo dei cubisti. Al momento dello scoppio della Grande Guerra si trovava a Monaco e qui rimase, dedicandosi all’insegnamento. Aprì nel 1915 la scuola d’arte “Hans Hofmann” e la lasciò soltanto nel 1930, quando venne invitato a tenere dei corsi estivi in California. L’innata propensione pedagogica, che lo vide ancora insegnante saltuario nel 1931 a Los Angeles e a Berkeley nuovamente, determinò, quando l’anno successivo si trasferì definitivamente negli Stati Uniti, la sua funzione più valida di portatore e catalizzatore della cultura europea di fronte alla situazione americana carica di nuovi fermenti.

Ebbe funzione di maestro sull’avanguardia americana anticipando, se pur non realizzandoli completamente, i modi dell’Action Painting. Verso il 1940 divenne uno dei massimi esponenti della pittura astratta nella forma denominata Tachisme, ove la superficie del quadro si presenta cosparsa da macchie colorate senza un ordine apparente, la cui dislocazione e consistenza materica stabiliscono il fattore movimento.

A partire da questo momento Hofmann dipinse i suoi quadri fondamentali e contemporaneamente continuò ad operare sul terreno dell’insegnamento a New York, in scuole da lui stesso aperte e che portano tuttora il suo nome.

Alla scoperta dei nostri artisti: Marco Ceolato

8 mesi ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Marco Ceolato

Marco dipinge ampie campiture di colore che evocano atmosfere di paesaggi avvolti nella nebbia.

La tecnica che utilizza è quella di sovrapporre ripetutamente pennellate di colore incrociandole in verticale e orizzontale, dipinge scaricando il pennello fino a renderlo quasi asciutto, questo gli permette di creare delle superfici molto sfumate, quasi di  colore uniforme.

Non ha una predilezione particolare di colori, ma tende ad usarli tutti accostandoli e abbinandoli in sequenza, solitamente inizia a dipingere dall’alto a sinistra creando un angolo, poi si sposta a lavorare al centro della tela e termina concentrandosi sui bordi. Le tele che ne risultano sono della ampie campiture di un colore apparentemente indefinito, ma che osservate attentamente, avvicinandosi alla tela, rivelano tutti i colori usati.

Quando Marco dipinge è concentrato e rilassato pur essendo  in continuo movimento, compie degli ampi gesti quasi come fosse un attore su di un  palcoscenico ed esprime così la sua gratificazione nel dipingere.

Osservando i suoi lavori viene spontanea l’associazione con il lavoro di Mark Rothko, artista statunitense dell’espressionismo astratto, anche la citazione di Rotko che segue sembra appartenere al mondo di Marco.

“Penso ai miei dipinti come a opere teatrali: le forme che appaiono sono degli attori sul palcoscenico. Nascono dall’esigenza di trovare un gruppo di interpreti in grado di muoversi sulla scena senza imbarazzo e di compiere gesti teatrali senza vergogna. Non è possibile prevedere né descrivere in anticipo quale sarà l’azione o chi saranno gli attori. Tutto ha inizio come in un’avventura sconosciuta, in un mondo mai veduto prima. È solo nel momento del compimento di questa avventura che ci rendiamo conto, come per un’illuminazione improvvisa, che ciò che si è concretizzato sulla scena è proprio quello che deve concretizzarsi. Tutti i programmi, tutti i concetti che avevamo all’inizio erano solo una via di uscita che ci ha permesso di abbandonare il mondo da cui questi stessi concetti hanno avuto origine”

Mark Rothko

Mark Rothko

Dopo aver lasciato la Russia all’età di dieci anni ed essersi trasferito con la famiglia nell’Oregon, Rothko si sposta a New York nel 1925, dopo aver frequentato l’università di Yale senza laurearsi.

A New York entra in contatto con tutti gli artisti che costituiranno negli anni quaranta e cinquanta la cosiddetta scuola di New York, come Gottlieb, Newman, Motherwell, Baziotes.

La sua prima personale è nel 1933, la sua pittura mostra prima un’inclinazione verso l’astrazione, poi viene attratto dal surrealismo e dal primitivismo.

Nel 1945 Peggy Guggenheim lo ospita per una personale nella sua galleria Art of this Century, ma è a partire dai tardi anni quaranta che il suo lavoro diventa autonomo e personalissimo, caratterizzato da grandi superfici rettangolari e orizzontali di colore, i cui colori sfumano in una sorta di luminosità affascinante, metafora di una emozionante “cultura della luce”, che forse ha i suoi precedenti nella tradizione russa delle icone. La pittura a grandi campiture di colore sfumata rappresenta l’acme dell’astrazione intesa come possibilità di contemplazione e metafora di trascendenza.

Nel 1958 riceve la prima commissione monumentale, cui ne seguono altre negli anni sessanta, la più famosa delle quali è la decorazione di una cappella interreligiosa a Houston nel Texas. Questa viene consacrata nel 1971, un anno dopo che l’artista si è tolto la vita nel suo studio di New York.

Alla scoperta dei nostri artisti: Monica Marinello

8 mesi ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Monica Marinello

Fino al 15 Febbraio 2020, presso la nostra sede in Via Fontana 42 a Noventa Vicentina, è possibile accedere gratuitamente alla Mostra di Pittura.

Con questo articolo vogliamo approfondire la pittura della nostra Monica Marinello.

La pittura di Monica è caratterizzata dalle tracce multicolore lasciate da ampi gesti lenti ma decisi, stende il colore su tutta la superficie della tela utilizzando pennelli grandi e tutti i colori a disposizione della tavolozza. Incrocia colori e pennellate in modo armonico ma senza sovrapporre con insistenza le pennellate, mantenendo così segni non troppo sfumati. Dipinge in tutto lo spazio della tela e come tocco finale spesso lascia delle pennellate più evidenti e di contrasto che spiccano su un fondo multicolore. Nelle opere di Monica è piacevole cercare e contemplare le macchie di colore e le sfumature create dalla sovrapposizione del gesto pittorico.

Come per tutti i partecipanti all’atelier, si nota la sua concentrazione e la soddisfazione nel produrre le sue opere.
Viene spontaneo fare un parallelo con l’artista Franz Kline per la caratteristica della pennellata e il risultato cromatico finale dell’opera.

Il critico Robert Goldwater definisce la pittura di Kline con delle parole che evocano il lavoro di Monica “la registrazione spontanea e senza ritocchi di uno stato dell’animo impulsivo, annotato con larghe, confidenti pennellate“, compiendo poi un’osservazione che induce ad una più approfondita riflessione sui quadri di questo artista: “Solo pochi di essi sono stati eseguiti di getto. Molte di quelle larghe pennellate direzionali, la cui forza sembra il prodotto di un singolo gesto ispirato, furono in realtà
dipinte con piccoli colpi di pennello; spesso un intero quadro smisurato ha il suo modello in uno degli innumerevoli piccoli schizzi di Kline.

Franz Kline

Franz Kline nasce nel 1910 in Pennsylvania e studia all’Art Students League, New York, dal 1931 al 1935, e alla Heatherley School of Fine Art di Londra dal 1935 al 1938. Rientra negli Stati Uniti nel 1939 e si stabilisce a New York. Negli anni trenta e quaranta le sue opere sono ancora di natura rappresentativa: Kline traduce soggetti animati in gesti e pennellate semplici e rievoca i paesaggi industriali della Pennsylvania nativa, dipinge, inoltre, murali e ritratti. Nel 1943 Kline conosce Willem de Kooning e alcuni anni dopo Jackson Polloc e in questi anni si interessa all’arte giapponese.

La sua prima personale è organizzata alla Egan Gallery di New York nel 1950 e lo impone come uno dei maggiori esponenti dell’Espressionismo astratto. A partire dalla metà degli anni cinquanta Kline inizia a dipingere a colori. Partecipa a numerose esposizioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1956 e la Biennale di San Paolo, in Brasile, nel 1957. Muore nel 1962 a New York.

“Invece di tracciare un segno che puoi interpretare, traccia un segno che non puoi interpretare”

Franz Kline