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Alla scoperta dei nostri artisti: Raffaella Da Prada

1 mese ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Raffaella Da Prada

Raffaella inizialmente tende ad essere incerta e rigida sia nel gesto che nella scelta dei soggetti.

Si dedica ad una pittura schematizzata e figurativa di carattere infantile, con un graduale e impegnativo processo di decostruzione della figura. I primi soggetti, infatti, sono dei paesaggi, la mamma, il suo lago.

Questo tipo di pittura figurativa richiede più riflessione e tecnica, mentre il nostro obiettivo era quello di liberare Raffaella nel gesto pittorico tipico dell’ espressionismo astratto. Per fare questo passaggio le è stato proposto di sovrapporre la pittura ad alcuni dei suoi primi lavori figurativi con delle pennellate di colore che sfumassero la figura fino a fonderla in macchie di colore, che sembrano casuali ma in realtà hanno una loro storia ed un senso nel quadro, creando movimento e vibrazioni cromatiche tipiche del Tachisme.

Raffaella si libera utilizzando sempre più materia e dipingendo con maggiore velocità e spontaneità, apprezza anche le sfumature ottenute dalle sovrapposizioni, a volte casuali, del colore. Più si fa libera e spontanea la pennellata, più si nota in Raffaella la gratificazione e il benessere ottenuto dal produrre arte, il gesto pittorico diventa momento di sfogo e di liberazione dalle emozioni interiori. Quando dipinge sembra danzare e si lascia trasportare dal ritmo della musica che viene utilizzata come sottofondo.

Per questo processo di evoluzione ci sono voluti una decina di incontri. Ora Raffaella sperimenta con più scioltezza e coinvolgimento emotivo la pittura di tipo gestuale ed astratta. Al termine dell’attività esprime verbalmente il suo stupore e verbalizza riflessioni interessanti sul suo lavoro e la descrizione della scelta dei colori e delle loro disposizioni. Anche per Raffaella alcune volte è necessario lavorare più giorni sulla stessa tela.

“Le gocce di colore che colano sono come lacrime di felicità”

Raffaella Da Prada

Hans Hoffman

Trascorse i primi anni della sua vita a Monaco di Baviera, dove studiò ed operò fino al 1903. L’anno successivo si trasferì a Parigi e vi rimase fino al 1914, dieci anni in cui incontrò Picasso, Braque, Matisse e Delanuay e si strinse al gruppo dei cubisti. Al momento dello scoppio della Grande Guerra si trovava a Monaco e qui rimase, dedicandosi all’insegnamento. Aprì nel 1915 la scuola d’arte “Hans Hofmann” e la lasciò soltanto nel 1930, quando venne invitato a tenere dei corsi estivi in California. L’innata propensione pedagogica, che lo vide ancora insegnante saltuario nel 1931 a Los Angeles e a Berkeley nuovamente, determinò, quando l’anno successivo si trasferì definitivamente negli Stati Uniti, la sua funzione più valida di portatore e catalizzatore della cultura europea di fronte alla situazione americana carica di nuovi fermenti.

Ebbe funzione di maestro sull’avanguardia americana anticipando, se pur non realizzandoli completamente, i modi dell’Action Painting. Verso il 1940 divenne uno dei massimi esponenti della pittura astratta nella forma denominata Tachisme, ove la superficie del quadro si presenta cosparsa da macchie colorate senza un ordine apparente, la cui dislocazione e consistenza materica stabiliscono il fattore movimento.

A partire da questo momento Hofmann dipinse i suoi quadri fondamentali e contemporaneamente continuò ad operare sul terreno dell’insegnamento a New York, in scuole da lui stesso aperte e che portano tuttora il suo nome.

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Fondazione Stefani

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