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Alla scoperta dei nostri artisti: Monica Marinello

3 settimane ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Monica Marinello

Fino al 15 Febbraio 2020, presso la nostra sede in Via Fontana 42 a Noventa Vicentina, è possibile accedere gratuitamente alla Mostra di Pittura.

Con questo articolo vogliamo approfondire la pittura della nostra Monica Marinello.

La pittura di Monica è caratterizzata dalle tracce multicolore lasciate da ampi gesti lenti ma decisi, stende il colore su tutta la superficie della tela utilizzando pennelli grandi e tutti i colori a disposizione della tavolozza. Incrocia colori e pennellate in modo armonico ma senza sovrapporre con insistenza le pennellate, mantenendo così segni non troppo sfumati. Dipinge in tutto lo spazio della tela e come tocco finale spesso lascia delle pennellate più evidenti e di contrasto che spiccano su un fondo multicolore. Nelle opere di Monica è piacevole cercare e contemplare le macchie di colore e le sfumature create dalla sovrapposizione del gesto pittorico.

Come per tutti i partecipanti all’atelier, si nota la sua concentrazione e la soddisfazione nel produrre le sue opere.
Viene spontaneo fare un parallelo con l’artista Franz Kline per la caratteristica della pennellata e il risultato cromatico finale dell’opera.

Il critico Robert Goldwater definisce la pittura di Kline con delle parole che evocano il lavoro di Monica “la registrazione spontanea e senza ritocchi di uno stato dell’animo impulsivo, annotato con larghe, confidenti pennellate“, compiendo poi un’osservazione che induce ad una più approfondita riflessione sui quadri di questo artista: “Solo pochi di essi sono stati eseguiti di getto. Molte di quelle larghe pennellate direzionali, la cui forza sembra il prodotto di un singolo gesto ispirato, furono in realtà
dipinte con piccoli colpi di pennello; spesso un intero quadro smisurato ha il suo modello in uno degli innumerevoli piccoli schizzi di Kline.

Franz Kline

Franz Kline nasce nel 1910 in Pennsylvania e studia all’Art Students League, New York, dal 1931 al 1935, e alla Heatherley School of Fine Art di Londra dal 1935 al 1938. Rientra negli Stati Uniti nel 1939 e si stabilisce a New York. Negli anni trenta e quaranta le sue opere sono ancora di natura rappresentativa: Kline traduce soggetti animati in gesti e pennellate semplici e rievoca i paesaggi industriali della Pennsylvania nativa, dipinge, inoltre, murali e ritratti. Nel 1943 Kline conosce Willem de Kooning e alcuni anni dopo Jackson Polloc e in questi anni si interessa all’arte giapponese.

La sua prima personale è organizzata alla Egan Gallery di New York nel 1950 e lo impone come uno dei maggiori esponenti dell’Espressionismo astratto. A partire dalla metà degli anni cinquanta Kline inizia a dipingere a colori. Partecipa a numerose esposizioni internazionali, come la Biennale di Venezia nel 1956 e la Biennale di San Paolo, in Brasile, nel 1957. Muore nel 1962 a New York.

“Invece di tracciare un segno che puoi interpretare, traccia un segno che non puoi interpretare”

Franz Kline

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Fondazione Stefani

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