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Alla scoperta dei nostri artisti: Marco Ferrigolo

1 mese ago · · 0 comments

Alla scoperta dei nostri artisti: Marco Ferrigolo

La pittura di Marco è caratterizzata dalla spontaneità e immediatezza del gesto pittorico: poche pennellate ma decise e intense, non usa tutti i colori come spesso fanno gli altri partecipanti del laboratorio, lui sceglie con più attenzione e contempla molto il suo lavoro prima di agire con una nuova pennellata. I suoi dipinti non sono grandi, ha bisogno di tele più piccole rispetto agli altri partecipanti al laboratorio, come se avesse bisogno di contenimento.

È un lavoro decisamente intenso ma più concentrato e calcolato, c’è anche una riflessione più attenta e alcune volte simbolica data dai titoli che lui attribuisce ai suoi dipinti ad esempio: Libertà, colori in armonia, sole fermo, confusione, la mia espressione.

Nei momenti di inattività Marco osserva il lavoro del gruppo e fa osservazioni molto particolari e adeguate, cogliendo con sensibilità e precisione, dettagli e sensazioni che gli vengono trasmesse dai prodotti pittorici dei compagni.

“Ho dato una pennellata di verde perché il verde è speranza”

Marco Ferrigolo

Emilio Vedova

Nato a Venezia nel 1919 da una famiglia di artigiani-operai, inizia a lavorare intensamente da autodidatta. Nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista “Corrente”.

Antifascista, partecipa tra il 1944 e il 1945 alla Resistenza e nel 1946, a Milano, è tra i firmatari del manifesto “Oltre Guernica”. Nello stesso anno a Venezia è tra i fondatori della “Nuova Secessione Italiana” poi “Fronte Nuovo delle Arti”. Nel 1948 partecipa alla sua prima Biennale di Venezia, manifestazione che lo vedrà spesso protagonista: nel 1952 gli viene dedicata una sala personale, nel 1960 riceve il Gran Premio per la pittura, nel 1997 riceve il prestigioso Leone d’Oro alla carriera. All’inizio degli anni cinquanta realizza i suoi celebri cicli di opere: Scontro di situazioni, Ciclo della Protesta, Cicli della Natura.

La sua carriera artistica è caratterizzata da una costante volontà di ricerca e forza innovatrice. Negli anni settanta realizza i Plurimi/Binari dei cicli, Lacerazione e i Carnevali e negli anni ottanta i grandi cicli di “teleri” fino ai Dischi, Tondi, Oltre e …in continuum. Tra le ultime mostre personali di rilievo, la grande antologica al Castello di Rivoli nel 1998 e, dopo la sua scomparsa nel 2006, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e alla Berlinische Galerie di Berlino.

La pittura gestuale di Vedova nei Plurimi si radicalizza fino al contagio dell’osservatore di cui richiama direttamente il gesto. Il pubblico è pertanto obbligato a non limitarsi esclusivamente alla pratica dello sguardo, ma è sollecitato a impegnare il proprio corpo in un’esplorazione che può comportare un’azione ulteriore rispetto all’attraversamento delle opere come se fossero quinte teatrali. Adescato da alcuni elementi preposti al movimento, tra cui principalmente la cerniera, il pubblico è invitato ad intervenire nella formazione della relativa e momentanea morfologia dell’esperienza artistica. Questo articolo è teso a sottolineare l’unicità dei Plurimi nel panorama dell’arte contemporanea.

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Fondazione Stefani

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